Cheratocono: non sottovalutiamo i problemi alla vista

Ultimo aggiornamento: 23/03/2022

Il cheratocono colpisce ogni anno circa cinquanta persone ogni centomila, sia uomini che donne. È una malattia degenerativa a carattere ereditario che colpisce gli occhi. Indispensabile nel trattamento è la diagnosi precoce.

CHERATOCONO, CHE COS’È?

Il cheratocono è un disturbo degenerativo che interessa la cornea, ovvero la membrana trasparente che compone la parte anteriore del bulbo oculare e costituisce la prima lente naturale dell’occhio. La deformazione della cornea può interessare uno o entrambi gli occhi e nella maggior parte dei casi inizia a svilupparsi durante l’adolescenza e l’età adulta.

CHERATOCONO, QUALI SONO LE CAUSE?

Il cheratocono si verifica quando la cornea perde rigidità e resistenza, il suo tessuto si assottiglia provocandone la deformazione. La causa esatta che provoca questo indebolimento non è tuttora nota, molti studiosi ritengono che la familiarità con la patologia giochi un ruolo importante. Sono inoltre frequenti associazioni con altre patologie come:

  • La predisposizione ereditaria alle malattie allergiche (atopie), che inducono ad un forte sfregamento dell’occhio e causano irritazione cronica;
  • L’amaurosi congenita di Leber;
  • Distrofie corneali;
  • Trisomia 21 (o sindrome di Down)
  • Malattie della tiroide;
  • Malattie del collagene, che provocano lassità dei legamenti;
  • Retinite pigmentosa;
  • Retinopatia del prematuro.

CHERATOCONO, QUALI SONO I SINTOMI?

Il cheratocono è una patologia cronica ad andamento progressivo che colpisce in genere entrambi gli occhi, con livelli di gravità differenti. Il primo sintomo della malattia è la deformazione della cornea che si incurva fino a diventare di forma simile ad un cono. In alcuni casi, quest’alterazione è evidente e peggiora rapidamente. Gli altri sintomi del cheratocono sono, quindi, correlati alla deformazione della cornea che provoca:

  • Visione distorta;
  • Fotofobia (aumento della sensibilità alla luce);
  • Offuscamento della vista;
  • Visione compromessa sia da vicino che da lontano;
  • Visione notturna ridotta;
  • Aumento della miopia o dell’astigmatismo;
  • Comparsa di edema e cicatrici corneali, nei casi più gravi.

DIAGNOSI E TRATTAMENTO

Il cheratocono può progredire in maniera variabile a seconda della persona e le conseguenze possono influenzare in modo significativo la capacità di compiere semplici gesti quotidiani, come guidare o guardare la tv. Una diagnosi tempestiva è fondamentale per contrastare il cheratocono prima che provochi danni permanenti e perdita della vista. La diagnosi viene effettuata tramite un esame oculistico di routine in cui il medico, a seguito dell’anamnesi, verifica la rifrazione dell’occhio e misura la curvatura della superficie esterna della cornea. Il paziente potrebbe essere tuttavia sottoposto ad altri esami più specialistici come la retinoscopia, la topografia corneale o la cheratometria. Il successivo trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e da quanto velocemente il cheratocono sta progredendo. Solitamente, nella fase iniziale i difetti visivi vengono corretti con occhiali da vista appositi; quando però la malattia progredisce si considerano interventi di tipo chirurgico o il trapianto di cornea.

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