Risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto

Ultimo aggiornamento: 19/02/2024
Risonanza magnetica

Risonanza Magnetica: Diagnostica Avanzata e Precisione Clinica

La risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto è un avanzato esame diagnostico che gioca un ruolo cruciale nella valutazione della salute delle donne.

Cos’è la risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto?

La risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto è un esame di imaging medico che utilizza campi magnetici e onde radio per ottenere immagini dettagliate del tessuto mammario. Il “mezzo di contrasto” è una sostanza che viene somministrata per migliorare la visibilità delle strutture interne del seno durante l’esame. Questo mezzo di contrasto, spesso a base di gadolinio, evidenzia particolarmente le aree di interesse, facilitando la diagnosi di condizioni come il cancro al seno.

A cosa serve?

Questo tipo di risonanza magnetica è particolarmente utile per valutare il tessuto mammario in modo più dettagliato rispetto ad altri esami di imaging. Viene spesso prescritta nei seguenti contesti:

  1. Screening e diagnosi del cancro al seno: la risonanza magnetica al seno può essere utilizzata come complemento alla mammografia per rilevare lesioni che potrebbero non essere visibili ad altri esami.
  2. Stadiazione del cancro al seno: per determinare l’estensione di un tumore al seno e valutare la presenza di eventuali metastasi.
  3. Controllo delle pazienti con cancro al seno: per monitorare la risposta al trattamento e individuare eventuali ricadute.
  4. Valutazione di anomalie diagnostiche: quando altri esami non forniscono un’immagine chiara o sono difficili da interpretare.

Come si effettua?

Il procedimento inizia con l’inserimento di una sonda di contrasto, solitamente tramite un ago o un catetere, nella vena del braccio. Questo permette al mezzo di contrasto di fluire attraverso il sistema circolatorio raggiungendo il tessuto mammario.

Il paziente viene quindi posizionato all’interno di un tunnel stretto, ma aperto su entrambi i lati, di un’apparecchiatura a risonanza magnetica. Durante l’esame, è fondamentale mantenere l’immobilità per ottenere immagini chiare e dettagliate. L’apparecchio emette onde radio e campi magnetici, generando immagini trasversali del seno.

La durata dell’esame può variare, ma in genere si colloca tra i 30 e i 60 minuti. Una volta completato, il paziente può riprendere le normali attività quotidiane.

Quando va fatta la risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto?

La decisione di sottoporsi a una risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto dipende dalle specifiche esigenze diagnostiche di ogni paziente. Tuttavia, questo tipo di esame è spesso raccomandato nei seguenti casi:

  1. Alto rischio familiare: per le donne con una storia familiare di cancro al seno.
  2. Esito incerto di mammografia o ecografia: quando altri esami non forniscono una chiara immagine di eventuali anomalie.
  3. Stadiazione del cancro al seno: per valutare l’estensione del tumore e la presenza di metastasi.
  4. Controllo post-trattamento: per monitorare la risposta al trattamento e individuare eventuali recidive.

La risonanza magnetica al seno con mezzo di contrasto è particolarmente importante in contesti specifici, come lo screening delle donne ad alto rischio o la valutazione di lesioni mammografiche ambigue. La decisione di sottoporsi a questo esame dovrebbe essere presa in collaborazione con il proprio medico, tenendo conto delle specifiche necessità diagnostiche e della storia clinica individuale.

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