Fascite plantare: come si affronta?

Ultimo aggiornamento: 15/06/2022
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La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al piede. A soffrirne sono soprattutto gli sportivi, le persone in sovrappeso ma anche chi fa un uso frequente di scarpe a suola piatta o tacchi alti. Vediamo quali sono i sintomi e come è possibile curarla.

FASCITE PLANTARE: CHE COS’È?

La fascite plantare, conosciuta anche come fasciosi plantare, è un disturbo caratterizzato da infiammazione e dolore alla pianta del piede, in particolare tra il tallone e la parte centrale (mesopiede), ad esclusione delle dita. È un disturbo molto frequente che colpisce soprattutto gli sportivi, in modo più specifico i runner, ma può insorgere anche nei soggetti in sovrappeso, nelle donne in gravidanza e in chi utilizza scarpe non consone.

FASCITE PLANTARE: QUALI SONO LE CAUSE?

Il legamento arcuato del piede si trova nella parte inferiore del piede e collega il tallone con la base delle dita. Questo legamento svolge un ruolo importante nella trasmissione e nell’ammortizzazione del peso corporeo al piede mentre si cammina o si corre. Quando il legamento arcutato è sottoposto ad eccessivo stress o tensioni può infiammarsi, causando dolore e l’insorgere della fascite plantare.

Tra le principali cause alla base di questa infiammazione, troviamo:

  • La pratica di alcune attività sportive come la corsa, l’atletica, il tennis, il basket, la danza che sollecitano molto la fascia plantare;
  • La conformazione del piede (piede piatto, piede cavo);
  • L’utilizzo di scarpe inadeguate (suola piatta, tacchi alti) che non forniscono la giusta ammortizzazione;
  • Condizioni come il sovrappeso o l’obesità;
  • L’età, la fascite plantare colpisce soprattutto la popolazione tra i 40-60 anni;
  • Lo svolgimento di mansioni lavorative in cui è necessario stare in piedi per molte ore al giorno.

 

FASCITE PLANTARE: QUALI SONO I SINTOMI?

Il sintomo principale della fascite plantare è il dolore localizzato al tallone, che talvolta si estende anche nel centro della pianta del piede. Solitamente si manifesta in modo graduale ed è più acuto al mattino o dopo un periodo di prolungata inattività (es. dopo essere stati molto tempo seduti) e tende a diminuire mentre si effettua del movimento, per poi riacutizzarsi. Generalmente colpisce un solo piede, tuttavia non sono rari i casi di fascite plantare bilaterale, ovvero a carico di entrambi.

 FASCITE PLANTARE: DIAGNOSI E CURA

La diagnosi della fascite plantare viene effettuata dopo una visita specialistica ortopedica tramite anamnesi ed esame obiettivo; in alcuni casi, però, possono essere necessarie anche indagini strumentali come la risonanza magnetica. Il successivo trattamento sarà, nella fase acuta, di natura conservativa, volto quindi ad alleviare i sintomi della fascite plantare riducendo la tensione nella fascia.

In questa prima fase sarà fondamentale restare a riposo, applicare il ghiaccio e all’occorrenza è possibile assumere farmaci antidolorifici o fare uso di plantari appositi. Trascorsa questa fase, la terapia prevede un approccio di rinforzo: la fisioterapia, gli esercizi di stretching, di propriocezione e attività specifiche di rieducazione motoria, hanno un ruolo fondamentale nel percorso di guarigione e recupero.

Nei casi in cui il dolore non regredisce a nessuno di questi rimedi, il medico può indicare un eventuale intervento chirurgico.

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