Pubalgia: sintomi, cause e terapia

Ultimo aggiornamento: 09/03/2022
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Molto comune tra sportivi e atleti, la pubalgia è una malattia che si manifesta con un forte dolore inquinale a seguito di uno sforzo intenso e ripetuto. È molto importante conoscere i sintomi per poter intervenire subito, evitando così che si trasformi in un’infiammazione cronica.

CHE COS’È LA PUBALGIA?

La pubalgia è una malattia che si manifesta con un dolore nella zona pubica, inguinale o all’interno coscia, solitamente, conseguente ad un eccessivo utilizzo o sforzo dei muscoli adduttori della coscia. A soffrirne sono spesso gli sportivi (soprattutto calciatori, ciclisti, pattinatori, pallanuotisti), le donne in gravidanza ma anche persone che incorrono in movimenti sbagliati della zona inguinale.

QUALI SONO LE CAUSE DELLA PUBALGIA?

La pubalgia è un’infiammazione che colpisce muscoli e tendini e può avere diverse cause, tra queste:

  • Traumi dovuti ad allenamenti eccessivi, troppo intensi e ripetuti nel tempo;
  • Pregressi traumi a carico del bacino o del ginocchio;
  • Malattie a carico del piede;
  • Alterazioni della curva della colonna vertebrale;
  • Alterazioni della muscolatura dell’addome a seguito di interventi chirurgici;
  • Sovraccarico muscolare conseguente ad alterazioni della postura;
  • Obesità;
  • La gravidanza, a causa dell’aumento di produzione dell’ormone relaxina che modifica le caratteristiche delle articolazioni. Il dolore tende a sparire post-parto.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA PUBALGIA?

Il principale sintomo della pubalgia è il dolore inquinale che può irradiarsi fino all’interno coscia e, raramente, anche al fianco.

Solitamente il dolore si presenta al mattino o all’inizio dell’allenamento e tende poi a sparire gradualmente con il riscaldamento. Nei casi più gravi, la sintomatologia è improvvisa e rende impossibile lo svolgimento di attività sportive e la stessa deambulazione.

PUBALGIA: DIAGNOSI E TRATTAMENTO

Qualora si presentasse dolore pubico-inquinale è raccomandato contattare subito il medico così da procedere alla formulazione di una corretta diagnosi ed un’eventuale terapia. È importante infatti evitare che l’infiammazione diventi cronica (durata superiore alle 12 settimane) e trattarla il prima possibile.
Per la pubalgia non esistono farmaci specifici ed è un disturbo che richiede tassativamente il riposo dell’atleta, che può durare 2-3 settimane ma anche qualche mese.

Per attenuare il dolore e ridurre lo stato infiammatorio può essere utile:

  • Applicare di impacchi di ghiaccio, 2-3 volte al giorno;
  • Prendere farmaci antinfiammatori (se prescritti dal medico);
  • Svolgere sedute fisioterapiche manuali o elettromedicali (onde d’urto, ultrasuoni, tecar-terapia).
  • Svolgere sedute di stretching e allenamento apposito.

Lo stretching è molto importante sia in fase di riabilitazione sia come strumento preventivo al fine di evitare l’insorgenza dell’infiammazione.

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