Tac o risonanza magnetica, qual è la differenza?

Ultimo aggiornamento: 06/04/2022
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La tomografia computerizzata (TC o TAC) e la risonanza magnetica (RM) sono due tecniche diagnostiche utili per ottenere delle immagini dettagliate di diverse aree del corpo. Ma in cosa si differenziano?

TAC E RISONANZA MAGNETICA: LE DIFFERENZE NELLA PROCEDURA

La differenza più importante tra le due tecniche sta nel loro diverso funzionamento.

La TAC è una tecnica diagnostica che utilizza le radiazioni ionizzanti per ottenere immagini dettagliate e tridimensionali. Durante l’esame le aree del corpo da visualizzare vengono attraversate, con angolazioni diverse, da un fascio di raggi X. Questo subirà una modifica diversa a seconda che abbia colpito un organo, un vaso sanguigno, un tessuto, un osso o altro. Appositi rilevatori leggono il raggio X e lo inviano ad uno software in grado di interpretare la modifica del raggio e tradurla in immagini tridimensionali.

La risonanza magnetica è una tecnica diagnostica che sfrutta i campi magnetici per ottenere immagini dettagliate e tridimensionali dei diversi distretti corporei.

Nel corso dell’esame, un grande magnete produce una serie di campi magnetici che modificano l’orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle singole cellule del distretto corporeo che si sta analizzando. Il magnete viene poi disattivato e gli atomi ripristinano il loro orientamento originale emettendo un’energia che il macchinario utilizza per creare le immagini diagnostiche.

Le procedure hanno inoltre due diverse durate: la TAC dura al massimo 10 minuti, mentre la risonanza magnetica va da un minimo di 15 ad un massimo di anche 90 minuti.

TAC E RISONANZA MAGNETICA: QUANDO PREFERIRE UNA O L’ALTRA?

In alcuni casi ricorrere all’una o l’altra è indifferente, per alcune patologie invece una tecnica è più indicata dell’altra.

La TAC è particolarmente utile nel diagnosticare:

  • In campo oncologico, tumori, metastasi e monitorare le terapie;
  • malattie vascolari (aneurismi, ictus…)
  • emorragie interne;
  • stadi infiammatori (appendicite, encefalite…).

La TAC è controindicata nelle donne incinte per l’intera durata della gravidanza e nei bambini piccoli, in quanto utilizza radiazioni ionizzanti.

La risonanza magnetica è indicata per la diagnosi:

  • di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico (infortuni articolari, ernia del disco)
  • di patologie dell’encefalo o del midollo.

La risonanza magnetica è invece controindicata per i portatori di dispositivi metallici (come protesi, pacemaker, clip intracraniche…), nei soggetti claustrofobici e nelle donne incinte solamente nel primo trimestre di gravidanza.

TAC O RISONANZA MAGNETICA: I RISCHI

I rischi delle due diagnostiche sono correlati al loro funzionamento.

La TAC utilizza radiazioni ionizzanti, fattore favorente lo sviluppo di tumori. Per questo motivo viene eseguita solamente quando strettamente necessario.

È invece possibile sottoporsi più volte, anche ad intervalli ravvicinati, alla risonanza magnetica in quanto non utilizza radiazioni ma campi magnetici.

 

 

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