Influenza 2026-2027: cosa cambia quest’anno e quando conviene pensarci

Ultimo aggiornamento: 09/10/2026
influenza 2026-2027

Le novità della campagna vaccinale, a chi è rivolta e come distinguere l’influenza da un semplice raffreddore.

Le giornate si accorciano, la mattina serve il maglioncino e in ufficio o a scuola qualcuno comincia a tossire. È il momento in cui l’influenza torna nei discorsi di tutti, e anche quest’anno ci si chiede: la campagna vaccinale è partita? Cambia qualcosa rispetto al passato?

Quando parte la campagna contro l’influenza 2026-2027

Secondo la circolare del Ministero della Salute del 23 giugno 2026, le campagne regionali vanno avviate dall’inizio di ottobre, la quarantesima settimana dell’anno. Le date esatte e le modalità di prenotazione possono cambiare da Regione a Regione. Conviene quindi chiedere informazioni al medico di base, in farmacia o sul sito della propria Azienda sanitaria. C’è anche una buona notizia per i ritardatari. Il vaccino può essere fatto in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche in ritardo. Se a ottobre non si è riusciti a organizzarsi, non è un’occasione persa.

Le novità di quest’anno

Il vaccino si aggiorna ogni anno e l’aggiornamento riguarda i ceppi virali, scelti in base alle caratteristiche di quelli circolati nell’ultima stagione, seguendo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per questo non basta quello dell’anno scorso: protegge da virus leggermente diversi. Tra le novità della circolare 2026-2027 ce ne sono due che meritano attenzione:

  • l’età per la raccomandazione dei vaccini potenziati scende a 60 anni. Il virologo Fabrizio Pregliasco la spiega come una scelta coerente con l’obiettivo di proteggere meglio una fascia di popolazione che, anche prima dei 65 anni, può avere condizioni di fragilità;
  • quest’anno l’attenzione è rivolta in modo particolare ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni.

A chi è rivolto il vaccino

In linea generale il vaccino è indicato per tutte le persone dai 6 mesi di vita, mentre la raccomandazione è rivolta soprattutto a chi è più esposto al rischio di complicanze. Parliamo, ad esempio, di persone anziane, con malattie croniche o fragili. Il vaccino riguarda anche le donne in gravidanza: la vaccinazione materna estende la protezione ai neonati dalla nascita fino ai 6 mesi di età. Quale vaccino sia più adatto dipende da età e condizioni di salute: è una valutazione che spetta al medico o al farmacista.

Influenza o semplice raffreddore?

Una confusione molto comune, e forse il motivo per cui molti sottovalutano l’influenza. Il raffreddore tende a esordire in modo graduale, con naso chiuso o che cola, mal di gola e un fastidio generale piuttosto contenuto. L’influenza di solito arriva più all’improvviso, con febbre, dolori muscolari e articolari, brividi e una stanchezza marcata che costringe spesso a fermarsi per qualche giorno. I sintomi possono comunque sovrapporsi. Se la febbre è alta, i sintomi non migliorano o c’è una condizione di fragilità, meglio sentire il medico. Lo stesso vale se un semplice raffreddore sembra “non passare più”, come può accadere con una sinusite dopo i primi sbalzi termici.

Piccole abitudini che aiutano a evitare l’influenza 2026-2027

Il vaccino non è l’unica difesa. Alcuni gesti semplici riducono il rischio di contagio, per sé e per gli altri:

  • lavare spesso le mani, soprattutto dopo aver usato i mezzi pubblici;
  • arieggiare gli ambienti chiusi, anche quando fa fresco;
  • restare a casa quando si ha la febbre, per non contagiare colleghi e familiari;
  • prestare attenzione alle persone fragili con cui si vive o si ha contatto.

Un gesto individuale, ma anche collettivo

C’è un ultimo aspetto da non dimenticare. Vaccinarsi protegge sé stessi, ma anche chi ci sta intorno, in particolare le persone che non possono difendersi da sole. Secondo Pregliasco, la vaccinazione va presentata non solo come tutela individuale ma come gesto di responsabilità verso le persone più fragili e verso la comunità.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sul vaccino o sui sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

Articolo a cura di:

Riccardo Pallotta

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