Mal d’orecchio dopo mare e piscina: otite esterna o semplice irritazione?

Ultimo aggiornamento: 04/08/2026

Una giornata trascorsa tra bagni, tuffi e giochi in acqua può lasciare un ricordo poco piacevole: dolore, prurito oppure la sensazione di avere l’orecchio tappato. In molti casi si tratta di un fastidio temporaneo dovuto all’acqua rimasta nel condotto uditivo; altre volte, invece, può essere il primo segnale di un’otite esterna, conosciuta anche come “otite del nuotatore”.

Capire la differenza è importante perchè si è particolarmente esposti durante l’estate.

Quando si tratta di una semplice irritazione

Dopo un bagno, una piccola quantità d’acqua può rimanere intrappolata nell’orecchio e provocare ovattamento, leggero prurito o una sensazione di movimento interno. Anche il cloro della piscina, la salsedine e la sabbia possono irritare temporaneamente la pelle del condotto uditivo.

In genere il fastidio è lieve, non aumenta con il passare delle ore e tende a risolversi spontaneamente quando l’orecchio si asciuga. Per favorire la fuoriuscita dell’acqua è possibile inclinare la testa lateralmente, tirando delicatamente il padiglione auricolare, e asciugare soltanto la parte esterna con un asciugamano pulito.

È importante non introdurre cotton fioc, dita o altri oggetti nell’orecchio: oltre a spingere più in profondità acqua e cerume, potrebbero provocare piccole lesioni e favorire un’infezione.

I segnali dell’otite esterna

L’umidità prolungata può alterare la naturale barriera protettiva del condotto uditivo, creando un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri. Il sintomo più caratteristico dell’otite esterna è il dolore che aumenta toccando o tirando il padiglione auricolare oppure premendo sul trago, la piccola sporgenza davanti all’ingresso dell’orecchio.

Possono comparire anche prurito intenso, arrossamento, gonfiore, secrezioni e riduzione temporanea dell’udito. In questi casi è consigliabile rivolgersi al medico, che potrà osservare il condotto uditivo e stabilire la terapia più adatta. Non bisogna utilizzare autonomamente gocce auricolari, soprattutto in presenza di secrezioni, perforazione del timpano o precedenti interventi all’orecchio.

Come proteggere le orecchie in estate

Dopo ogni bagno è utile asciugare bene le orecchie, lasciando defluire l’acqua senza manovre aggressive. Chi soffre frequentemente di otite esterna può chiedere al medico se sia opportuno utilizzare tappi specifici o altre misure preventive.

È necessario richiedere una valutazione medica se il dolore è intenso, dura oltre uno o due giorni, compare febbre, escono liquidi dall’orecchio oppure si avverte un calo dell’udito. Una visita permette di distinguere una semplice irritazione da un’infezione e di intervenire prima che il problema peggiori.



Articolo a cura di:

Daniela Zepponi

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