Cuffie e concerti: quando il calo dell’udito non è temporaneo

Ultimo aggiornamento: 22/09/2026

Dopo un concerto può capitare di uscire con le orecchie ovattate e un fischio che sembra coprire tutti gli altri rumori. Spesso la sensazione si attenua dopo alcune ore, ma questo non significa che l’esposizione sia stata innocua. Un suono molto intenso, anche se ascoltato per un tempo relativamente breve, può affaticare o danneggiare le delicate strutture dell’orecchio interno.

Il rischio dipende sia dal volume sia dalla durata dell’esposizione. Più il suono è forte, minore è il tempo necessario perché possa diventare nocivo. Concerti, locali, festival, cuffie utilizzate ad alto volume e musica ascoltata per molte ore consecutive possono quindi sommarsi nel corso dell’estate.

Il danno da rumore può essere immediato oppure svilupparsi gradualmente. Le cellule sensoriali dell’orecchio interno, una volta gravemente danneggiate, non si rigenerano. Per questo il calo dell’udito dovuto al rumore può diventare permanente, anche quando all’inizio sembra soltanto un’ovattatura passeggera.

I segnali che non dovrebbero essere ignorati

Oltre alla riduzione dell’udito, uno dei sintomi più frequenti è l’acufene: un fischio, ronzio o sibilo percepito in assenza di un suono esterno. Può comparire dopo un concerto e scomparire, ma se persiste, si ripete dopo ogni esposizione o riguarda un solo orecchio merita una valutazione.

Altri segnali sono la difficoltà nel comprendere le parole in un ambiente affollato, la tendenza ad aumentare il volume della televisione, la sensazione che le persone parlino in modo poco chiaro o il bisogno di chiedere spesso di ripetere. Il problema può coinvolgere inizialmente alcune frequenze e non essere evidente nelle conversazioni più tranquille.

Un improvviso calo dell’udito, soprattutto se interessa un solo lato, non deve essere attribuito automaticamente al concerto o alle cuffie. Se la perdita compare bruscamente, è accompagnata da vertigini, forte acufene o dolore, è necessario rivolgersi rapidamente a un medico.

Come proteggere l’udito senza rinunciare alla musica

Proteggersi non significa smettere di ascoltare musica, ma ridurre la dose complessiva di rumore. Ai concerti è utile allontanarsi dalle casse e concedersi brevi pause in una zona più tranquilla. I tappi filtranti per la musica possono abbassare l’intensità mantenendo una buona qualità del suono.

Con le cuffie, il volume dovrebbe permettere di percepire ancora ciò che accade intorno. Se chi è vicino riesce a sentire chiaramente la musica che fuoriesce, probabilmente è troppo alto. Le cuffie con cancellazione del rumore possono aiutare a non aumentare il volume negli ambienti rumorosi, ma non rendono sicuro un ascolto eccessivamente intenso.

Dopo un’esposizione importante è bene concedere riposo alle orecchie ed evitare altro rumore nelle ore successive. Se l’ovattamento o l’acufene non regrediscono, una visita otorinolaringoiatrica e un esame audiometrico possono verificare se si tratta di un’alterazione temporanea o di un primo danno uditivo. L’udito spesso si modifica senza dolore: proprio per questo è importante ascoltarne i segnali.



Articolo a cura di:

Daniela Zepponi

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