Dermatite seborroica: perché può riaccendersi con il cambio di stagione

Ultimo aggiornamento: 29/09/2026

Durante l’estate la pelle sembrava finalmente tranquilla, ma con il cambio di stagione tornano prurito, arrossamento e piccole squame sul cuoio capelluto, ai lati del naso, tra le sopracciglia o dietro le orecchie. È un andamento tipico della dermatite seborroica, una condizione infiammatoria cronica che può attraversare periodi di miglioramento e successive riacutizzazioni.

La dermatite seborroica interessa soprattutto le aree ricche di ghiandole sebacee. Non dipende da una scarsa igiene e non è contagiosa. Nella sua comparsa intervengono diversi fattori, tra cui una particolare risposta della pelle alla presenza della Malassezia, un lievito che vive normalmente sulla superficie cutanea.

Le manifestazioni possono essere diverse da persona a persona: forfora, squame bianche o giallastre, pelle arrossata, prurito e, nei casi più intensi, croste e irritazione. Sul viso può essere confusa con altre condizioni, come rosacea, psoriasi o dermatite da contatto.

Il ruolo del clima, dello stress e delle nuove abitudini

Il passaggio dal caldo estivo alle prime giornate più fresche modifica temperatura e umidità. L’aria più secca, il vento e l’accensione del riscaldamento possono indebolire la barriera cutanea e rendere la pelle più reattiva.

Anche il rientro alla routine può avere un peso. Stress, stanchezza, sonno meno regolare, sudorazione sotto cappelli o caschi e cambiamenti nei prodotti utilizzati per capelli e viso possono contribuire al peggioramento. Il problema, quindi, non è semplicemente “la stagione”, ma l’insieme delle variazioni ambientali e personali che la accompagnano.

Grattare o strofinare le zone interessate offre un sollievo momentaneo, ma può aumentare l’infiammazione. Anche lavaggi aggressivi, acqua molto calda, profumi e prodotti sgrassanti possono peggiorare la situazione.

Come gestire la ricomparsa dei sintomi

La dermatite seborroica può essere controllata, ma tende a ripresentarsi. La strategia più efficace non consiste nell’utilizzare molti prodotti contemporaneamente, bensì nell’individuare una routine delicata e una terapia adatta alla zona coinvolta e all’intensità dei sintomi.

Shampoo, detergenti o trattamenti antimicotici e antinfiammatori possono essere indicati dal dermatologo. Sul viso e nelle aree più sensibili è particolarmente importante evitare il fai da te con prodotti farmacologici, perché alcune formulazioni non sono adatte a un uso prolungato.

È consigliabile richiedere una valutazione quando l’irritazione è estesa, dolorosa, molto pruriginosa, produce secrezioni o non migliora con le normali attenzioni. La visita serve anche a distinguere la dermatite seborroica da condizioni dall’aspetto simile.

Riconoscere i propri fattori scatenanti consente spesso di intervenire prima che l’infiammazione diventi intensa. Il cambio di stagione può riaccendere la dermatite, ma non obbliga a conviverci senza una strategia.



Articolo a cura di:

Daniela Zepponi

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