
Caldo, sudore, costumi bagnati e abiti poco traspiranti possono rendere più frequenti, durante l’estate, fastidi come prurito, bruciore e arrossamento intimo. Non sempre, però, questi sintomi indicano un’infezione: talvolta si tratta di una semplice irritazione, mentre in altri casi possono essere collegati a candidosi, vaginosi batterica o infezioni sessualmente trasmesse. Per individuare la causa e scegliere la cura appropriata può essere utile eseguire un tampone vaginale.
Irritazione o infezione?
Il contatto prolungato con un costume umido, lo sfregamento, la sudorazione e l’impiego di detergenti aggressivi possono irritare la zona vulvare. In questi casi il fastidio è generalmente esterno, non è accompagnato da perdite anomale e tende a migliorare eliminando il fattore irritante.
Quando, invece, prurito e bruciore persistono o si associano a perdite diverse dal solito, cattivo odore, dolore durante i rapporti o difficoltà a urinare, è opportuno rivolgersi al medico o al ginecologo. Sintomi apparentemente simili, infatti, possono avere origini differenti.
La candida provoca spesso prurito intenso, arrossamento e perdite bianche e dense, generalmente prive di cattivo odore. La vaginosi batterica può manifestarsi con perdite fluide biancastre o grigiastre e un caratteristico odore sgradevole. Altre infezioni possono causare secrezioni gialle o verdastre, dolore pelvico e bruciore durante la minzione. I sintomi, tuttavia, non sono sempre così riconoscibili e l’autodiagnosi può essere ingannevole.
A cosa serve il tampone vaginale
Il tampone vaginale è un esame semplice e generalmente indolore. Attraverso un piccolo bastoncino sterile viene raccolto un campione di secrezione, successivamente analizzato per individuare eventuali microrganismi responsabili del disturbo.
L’esame può essere indicato quando i sintomi compaiono per la prima volta, sono intensi, persistono nonostante le normali precauzioni oppure ritornano frequentemente. È utile anche quando una terapia non ha funzionato, in gravidanza o se il medico sospetta una specifica infezione. In presenza di rapporti non protetti o di un nuovo partner possono essere necessari esami mirati per le infezioni sessualmente trasmesse, non sempre identificabili con un tampone vaginale standard.
Cosa evitare in attesa della visita
Utilizzare ovuli, creme antimicotiche o antibiotici senza una diagnosi può alterare la flora vaginale, mascherare i sintomi e rendere meno attendibile l’esame. Prima del tampone è quindi importante seguire le indicazioni fornite dalla struttura sanitaria.
Per ridurre le irritazioni è consigliabile cambiare rapidamente il costume bagnato, preferire biancheria di cotone e detergenti delicati, evitando lavande vaginali e prodotti profumati. Se compaiono febbre, dolore pelvico, sanguinamento anomalo o sintomi importanti in gravidanza, è necessario richiedere tempestivamente una valutazione medica.







