Salute in viaggio: come prepararsi ai cambiamenti climatici e ambientali

Ultimo aggiornamento: 10/08/2026
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Salute in viaggio: come prepararsi ai cambiamenti climatici e ambientali

Viaggiare significa cambiare ambiente, temperatura, alimentazione, abitudini e spesso anche ritmo biologico. Ma in un mondo che si sta riscaldando, significa anche confrontarsi con condizioni climatiche che possono essere molto diverse da quelle a cui siamo abituati e, in alcuni casi, più difficili da prevedere. Il tema riguarda soprattutto i viaggi estivi, quando milioni di persone si spostano verso località caratterizzate da temperature elevate, forte esposizione solare, elevata umidità o, al contrario, condizioni di siccità e scarsità d’acqua.

Prepararsi alla partenza, quindi, non significa soltanto scegliere cosa mettere in valigia: significa anche conoscere i possibili rischi ambientali e sanitari della destinazione. L’Organizzazione mondiale della sanità considera infatti tra i principali fattori di rischio per la salute dei viaggiatori proprio i cambiamenti di temperatura e umidità, l’inquinamento atmosferico, la sicurezza alimentare e dell’acqua, le malattie infettive e l’accesso ai servizi sanitari.

Il cambiamento climatico sta modificando anche il modo di viaggiare

Il cambiamento climatico è sempre più una questione di salute pubblica e si riflette inevitabilmente anche sulla salute in viaggio. L’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le temperature stanno aumentando a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale. Nel luglio 2026 l’OMS Europa ha sottolineato come il caldo estremo rappresenti ormai una minaccia ricorrente per la salute, con effetti particolarmente rilevanti sulle persone anziane, sui bambini, sulle donne in gravidanza, sulle persone con patologie croniche e su chi svolge attività fisica all’aperto. Tra le categorie maggiormente esposte sono compresi anche i turisti.

L’Agenzia europea dell’ambiente ha rilevato che, tra il 1980 e il 2023, il 95% dei decessi associati agli eventi meteorologici e climatici estremi in Europa è stato collegato alle ondate di calore. Per chi viaggia questo significa, per esempio, che una vacanza in una grande città europea può comportare un’esposizione al calore molto superiore rispetto a quella suggerita dalla sola temperatura ufficiale. L’effetto dell’isola di calore urbana può infatti rendere le aree densamente costruite più calde rispetto alle zone circostanti, soprattutto durante la notte. Dati satellitari di Copernicus vengono già utilizzati per individuare queste differenze e aiutare le città a pianificare interventi di adattamento.

Prima di partire, controllare anche il proprio stato di salute

La preparazione dovrebbe cominciare prima della partenza, soprattutto quando si tratta di viaggi internazionali. Il Ministero della Salute raccomanda una valutazione individuale che tenga conto della destinazione, della durata del soggiorno, delle modalità del viaggio e delle condizioni di salute della persona. A seconda della meta possono essere indicate vaccinazioni o profilassi specifiche contro malattie come epatite A, febbre gialla, febbre tifoide, encefalite giapponese, encefalite da zecche, meningite meningococcica, poliomielite, rabbia o dengue.

Non esiste quindi una “lista universale” di controlli valida per ogni viaggio. In alcuni casi può essere utile effettuare un controllo medico prima della partenza, soprattutto quando il viaggio prevede attività fisicamente impegnative, soggiorni in alta quota, permanenze in ambienti molto caldi o destinazioni caratterizzate da particolari rischi infettivi. Gli esami del sangue o i test epatici, per esempio, non sono automaticamente necessari a ogni viaggiatore: la loro eventuale utilità deve essere valutata dal professionista sulla base della storia clinica e della destinazione. Lo stesso vale per il controllo della pressione arteriosa o per altri accertamenti. Il principio è semplice: non fare esami “a prescindere”, ma capire quali siano realmente appropriati.

Caldo, sole e disidratazione: i rischi più sottovalutati per la salute in viaggio

Durante il viaggio il caldo può diventare un fattore di rischio soprattutto quando si sommano temperature elevate, attività fisica, esposizione diretta al sole e scarsa idratazione. L’OMS segnala che le alte temperature possono provocare esaurimento da calore e colpo di calore e aggravare condizioni cardiovascolari, respiratorie, renali e anche alcuni disturbi della salute mentale. Per questo, durante le giornate particolarmente calde è preferibile evitare attività fisiche intense nelle ore centrali, cercare ambienti freschi e bere regolarmente. Anche l’abbigliamento può fare la differenza: vestiti leggeri e traspiranti aiutano a limitare l’accumulo di calore. Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai bambini e alle persone anziane, che possono essere maggiormente vulnerabili alle conseguenze delle alte temperature.

Acqua e alimentazione: un rischio che cambia da destinazione a destinazione

Il cambiamento delle condizioni ambientali può incidere anche sulla sicurezza dell’acqua e degli alimenti. Durante un viaggio internazionale, soprattutto in aree dove gli standard igienico-sanitari sono differenti da quelli abituali, è importante prestare attenzione all’origine dell’acqua e alla conservazione degli alimenti. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda, per esempio, che la diarrea del viaggiatore può essere causata da batteri, virus o parassiti e che alcune precauzioni possono ridurre il rischio: evitare alimenti crudi o poco cotti, scegliere cibi adeguatamente cotti e prestare attenzione all’acqua, al ghiaccio e ai prodotti non pastorizzati. Non significa vivere la vacanza con apprensione, ma adottare una normale strategia di prevenzione, particolarmente importante quando il sistema digestivo deve adattarsi rapidamente a nuove condizioni.

Non ci sono soltanto caldo e infezioni: attenzione anche all’ambiente

Un viaggio può esporre a condizioni ambientali che raramente sperimentiamo nella vita quotidiana. Altitudine, umidità, inquinamento atmosferico, fumo degli incendi, radiazioni ultraviolette e cambiamenti improvvisi di temperatura possono diventare fattori rilevanti. Il rapporto tra cambiamento climatico e salute rende questa dimensione ancora più importante. L’IPCC considera infatti il caldo estremo, gli eventi meteorologici estremi e l’aumento dei rischi legati alle malattie trasmesse da acqua, alimenti e vettori tra le conseguenze sanitarie associate al riscaldamento globale. Per chi viaggia questo può tradursi nella necessità di informarsi sulle condizioni ambientali locali prima di partire. Una destinazione apparentemente ideale per una vacanza all’aperto potrebbe, in determinate giornate, essere interessata da un’ondata di calore, da incendi o da livelli elevati di inquinamento atmosferico.

La prevenzione comincia prima della valigia

Preparare un viaggio in un clima che cambia significa quindi ampliare il concetto stesso di prevenzione. Prima di partire è utile:

  • verificare le condizioni climatiche previste nella destinazione;
  • controllare eventuali allerte per caldo estremo, incendi o altri eventi meteorologici;
  • verificare la propria situazione vaccinale;
  • informarsi sui rischi sanitari specifici della destinazione;
  • portare con sé una quantità adeguata dei farmaci eventualmente prescritti;
  • avere a disposizione documentazione sanitaria e assicurativa;
  • conoscere preventivamente le strutture sanitarie disponibili nella zona.

Durante il viaggio, invece, è importante adattare le proprie attività alle condizioni ambientali: evitare lo sforzo nelle ore più calde, mantenere una corretta idratazione, proteggersi dal sole e prestare attenzione a ciò che si mangia e si beve. L’OMS raccomanda inoltre ai viaggiatori di portare con sé i farmaci necessari per tutta la durata del soggiorno, considerando anche eventuali ritardi o cambiamenti dell’itinerario.

La salute in viaggio con un clima che cambia va adattata

Il cambiamento climatico sta modificando il contesto nel quale viviamo e, inevitabilmente, anche quello nel quale viaggiamo. L’ultimo European Climate Risk Assessment dell’Agenzia europea dell’ambiente ha individuato 36 principali rischi climatici per l’Europa, riguardanti tra gli altri salute, acqua, alimentazione, infrastrutture ed ecosistemi.Molti di questi rischi sono già considerati critici e potrebbero diventare catastrofici senza interventi di adattamento adeguati. Prepararsi significa viaggiare con maggiore consapevolezza.

La prevenzione sanitaria, in questo senso, non comincia quando compaiono i primi sintomi e non termina quando si chiude la porta di casa. Comincia dalla conoscenza del luogo che si sta per raggiungere, delle sue condizioni ambientali e dei possibili rischi. In un pianeta sempre più caldo, anche questo diventa parte del bagaglio del viaggiatore.

Articolo a cura di:

Riccardo Pallotta

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