
Naso chiuso, qualche starnuto, una sensazione di malessere generale: con i primi sbalzi termici è facile pensare al classico raffreddore. Nella maggior parte dei casi è proprio così e i sintomi migliorano spontaneamente nel giro di pochi giorni. Talvolta, però, l’infiammazione coinvolge anche i seni paranasali, le cavità situate intorno al naso, agli occhi e alla fronte. Si parla allora di sinusite o, più precisamente, di rinosinusite.
Durante un’infezione delle vie respiratorie, le mucose si gonfiano e possono ostacolare il normale drenaggio del muco. Le secrezioni ristagnano, aumenta la pressione all’interno dei seni paranasali e compaiono disturbi più intensi rispetto a quelli di un semplice raffreddore. Il freddo, l’aria secca degli ambienti riscaldati e i passaggi continui tra temperature diverse non causano direttamente la sinusite, ma possono irritare le mucose e favorire la comparsa o la persistenza dei sintomi.
I sintomi che aiutano a riconoscere la sinusite
Il primo elemento da osservare è l’andamento del disturbo. Un raffreddore comune tende gradualmente a migliorare. Nella sinusite, invece, la congestione può persistere ed essere accompagnata da dolore o senso di pressione al volto, soprattutto sulla fronte, intorno agli occhi, agli zigomi o in corrispondenza dei denti superiori.
Possono comparire secrezioni nasali dense, riduzione dell’olfatto, mal di testa, tosse – spesso più fastidiosa di notte – alito cattivo e una sensazione di pesantezza che aumenta quando ci si china in avanti. Il colore del muco, da solo, non permette di stabilire se l’infezione sia batterica: è più importante considerare durata, intensità ed evoluzione dei sintomi.
Una causa batterica diventa più probabile quando i disturbi non migliorano dopo almeno dieci giorni, quando sono particolarmente intensi oppure quando, dopo un iniziale miglioramento, tornano a peggiorare. Questo andamento viene definito “doppio peggioramento”.
Quando è utile una valutazione specialistica
Nei primi giorni possono aiutare il riposo, una buona idratazione e i lavaggi nasali con soluzione salina. È invece sconsigliato ricorrere autonomamente agli antibiotici: molte sinusiti acute hanno origine virale e la terapia deve essere stabilita dal medico sulla base del quadro clinico.
Una valutazione diventa opportuna se i sintomi durano oltre sette-dieci giorni senza migliorare, peggiorano improvvisamente, si ripresentano frequentemente oppure interferiscono in modo significativo con il sonno e le attività quotidiane. Dolore molto intenso e localizzato, febbre elevata, gonfiore intorno agli occhi, alterazioni della vista o forte mal di testa richiedono un consulto tempestivo.
Quando gli episodi sono ricorrenti, lo specialista in otorinolaringoiatria può verificare la presenza di allergie, polipi nasali, deviazioni del setto o altre condizioni che ostacolano la corretta ventilazione dei seni paranasali. Capire perché quello che sembrava un raffreddore non passa è il primo passo per individuare il trattamento più adatto ed evitare che il problema diventi cronico.










