Mammografia con tomosintesi e mammografia digitale tradizionale: quali differenze?

Ultimo aggiornamento: 21/07/2023

La mammografia è uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce del cancro al seno, ed è raccomandata come parte integrante della sorveglianza preventiva per le donne sopra i 40 anni. Negli ultimi anni, due tecniche di mammografia si sono diffuse e stanno diventando sempre più essenziali nella pratica medica: la mammografia con tomosintesi e la mammografia digitale tradizionale. Entrambe le tecniche si basano sull’uso di raggi X per produrre immagini dei tessuti del seno, ma ci sono differenze significative tra le due.

La mammografia digitale tradizionale, che utilizza una macchina a raggi X analogica, è stata a lungo considerata il gold standard per la diagnosi precoce del cancro al seno. Il processo di acquisizione dell’immagine implica l’uso di una compressione del seno tra due lastre di plastica durante l’esposizione ai raggi X, al fine di ottenere immagini chiare e dettagliate. Le immagini risultanti vengono poi tradotte in formati digitali, consentendo di visualizzarle su monitor per una valutazione accurata dei tessuti mammari. Sebbene la mammografia digitale tradizionale abbia dimostrato di essere altamente efficace nella diagnosi precoce del cancro al seno, presenta alcune limitazioni. Una delle principali limitazioni è la sovrapposizione dei tessuti del seno, che può ostacolare l’individuazione di piccole anomalie nei tessuti mammari.

La tecnologia della tomosintesi, o mammografia 3D, è stata sviluppata per superare questa limitazione. La mammografia con tomosintesi impiega una macchina a raggi X digitale che cattura immagini a basso dosaggio in una serie di angolazioni angolazioni diverse. Queste immagini vengono poi elaborate da un sofisticato software che crea una “pila” di immagini sottili attraverso il tessuto del seno. Il radiologo può quindi visualizzare lo strato per strato del seno, aumentando la precisione nella rilevazione di anomalie, inclusi tumori molto piccoli. Un vantaggio significativo offerto dalla tomosintesi è la riduzione della sovrapposizione dei tessuti. Poiché il tessuto mammario viene visualizzato in strati, il radiologo è in grado di identificare meglio la posizione e la dimensione delle lesioni, riducendo al minimo i falsi positivi e l’ulteriore bisogno di esami di follow-up. Inoltre, la tomosintesi può essere particolarmente utile nelle donne con tessuto mammario denso, in cui la sovrapposizione dei tessuti può risultare ancora più problematica.

In conclusione, sia la mammografia con tomosintesi che la mammografia digitale tradizionale sono strumenti validi per la diagnosi precoce del cancro al seno. Mentre la mammografia digitale tradizionale ha dimostrato la sua efficacia nel corso degli anni, la tomosintesi offre un vantaggio in termini di riduzione della sovrapposizione dei tessuti e di rilevazione delle anomalie nei tessuti mammari. È fondamentale che le donne discutano con il proprio medico delle opzioni di screening disponibili e prendano una decisione informata sulla base del loro profilo di rischio personale e delle risorse a loro disposizione.

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