
Dopo settimane trascorse più spesso all’aperto, il ritorno al lavoro può significare molte ore consecutive davanti al computer. Nel giro di pochi giorni possono comparire bruciore, arrossamento, sensazione di sabbia negli occhi, difficoltà a mettere a fuoco e un bisogno continuo di strofinare le palpebre. Sono sintomi spesso liquidati come semplice stanchezza, ma potrebbero indicare un’alterazione del film lacrimale.
Quando osserviamo a lungo uno schermo tendiamo a sbattere le palpebre meno frequentemente e, talvolta, in maniera incompleta. Le lacrime evaporano più velocemente e la superficie dell’occhio rimane meno protetta. Anche l’aria condizionata, il riscaldamento, la scarsa umidità e un monitor collocato troppo in alto possono accentuare il disturbo.
Proprio l’uso prolungato di computer, tablet e smartphone è tra i fattori associati all’occhio secco, perché la riduzione dell’ammiccamento favorisce l’evaporazione delle lacrime.
Non sempre è soltanto stanchezza visiva
L’occhio secco non si manifesta necessariamente con una sensazione di secchezza. Può provocare lacrimazione abbondante – una risposta riflessa all’irritazione -, sensibilità alla luce, pesantezza delle palpebre e una vista che diventa appannata dopo alcuni minuti di lettura. In genere la visione migliora temporaneamente sbattendo le palpebre.
I sintomi possono essere favoriti anche dall’uso delle lenti a contatto, da alcuni farmaci, dalle variazioni ormonali, da infiammazioni delle palpebre o da un’alterazione delle ghiandole che producono la componente oleosa delle lacrime. Per questo non è sempre sufficiente acquistare autonomamente un collirio: prodotti diversi rispondono a esigenze differenti e alcuni, se usati a lungo senza indicazione, possono irritare ulteriormente l’occhio.
Anche un difetto visivo non corretto o una prescrizione non più adeguata può aumentare l’affaticamento davanti allo schermo. Bruciore e difficoltà di messa a fuoco, quindi, non dovrebbero essere interpretati automaticamente come una conseguenza inevitabile del lavoro al computer.
Le abitudini utili e il controllo oculistico
Durante la giornata è utile interrompere regolarmente la visione ravvicinata e spostare lo sguardo verso un punto lontano. Il monitor dovrebbe trovarsi leggermente al di sotto della linea degli occhi, a una distanza confortevole, senza riflessi diretti. Ricordarsi di ammiccare, evitare che il getto dell’aria condizionata arrivi sul viso e mantenere un’adeguata umidità nell’ambiente può ridurre l’evaporazione delle lacrime.
Questi accorgimenti, però, non sostituiscono la visita. Se il disturbo continua, si ripresenta ogni giorno o rende difficile lavorare, leggere o guidare, è opportuno effettuare un controllo oculistico. L’esame permette di valutare la superficie oculare, la qualità delle lacrime, le palpebre e la presenza di eventuali problemi visivi.
Dolore intenso, forte sensibilità alla luce, secrezioni, trauma, improvvisa riduzione della vista o arrossamento marcato richiedono invece una valutazione rapida. Tornare al computer non dovrebbe significare abituarsi al fastidio: quando l’occhio continua a bruciare, sta chiedendo attenzione.









