
- Un cambiamento nella forma o nella pelle
- Attenzione anche al capezzolo
- E il dolore al seno?
- Conoscersi non significa diagnosticarsi
Quando si parla di tumore al seno, il primo segnale a cui si pensa è quasi sempre la comparsa di un nodulo. È certamente un cambiamento che deve essere valutato, ma non è l’unico. Il seno può modificarsi per moltissime ragioni, spesso del tutto benigne, legate per esempio al ciclo mestruale, alla gravidanza, all’allattamento, alla menopausa o a variazioni ormonali.
Conoscere il proprio seno significa però anche accorgersi quando compare qualcosa di nuovo, soprattutto se il cambiamento interessa una sola mammella, persiste nel tempo o non sembra collegato alle normali variazioni cicliche.
Un cambiamento nella forma o nella pelle
Oltre alla presenza di un nodulo palpabile, è bene riferire al medico eventuali modificazioni della forma o delle dimensioni di una mammella che non trovano una spiegazione evidente.
Anche la pelle può fornire alcuni segnali. Retrazioni, piccole fossette che prima non erano presenti, aree di ispessimento o un aspetto simile alla cosiddetta “buccia d’arancia” meritano una valutazione. Il Ministero della Salute raccomanda di rivolgersi al medico anche in presenza di deformazioni o indurimenti della cute comparsi tra una mammografia di screening e quella successiva.
Questo non significa che ogni cambiamento sia indicativo di un tumore. Infezioni, infiammazioni e numerose patologie benigne possono produrre alterazioni del seno molto simili. È proprio la valutazione specialistica a permettere di comprenderne l’origine.
Attenzione anche al capezzolo
Un altro elemento da osservare è il capezzolo. Una retrazione comparsa recentemente, cioè un capezzolo che tende improvvisamente a rientrare, deve essere segnalata al medico.
Lo stesso vale per secrezioni spontanee, soprattutto se provengono da un solo seno o sono sanguinolente. Le secrezioni bilaterali, invece, hanno frequentemente cause ormonali, ma anche in questo caso è opportuno parlarne con il medico se sono nuove, persistenti o insolite.
Possono richiedere un controllo anche alterazioni persistenti della cute intorno al capezzolo o dell’areola.
E il dolore al seno?
Il dolore mammario è molto comune e, nella maggior parte dei casi, non è legato a un tumore. Può comparire in relazione alle variazioni ormonali, al ciclo mestruale o ad altre condizioni benigne. Le forme iniziali di tumore della mammella, infatti, spesso non provocano dolore.
Questo non significa però che un dolore nuovo, localizzato sempre nello stesso punto e persistente debba essere ignorato. Se non scompare o è associato ad altri cambiamenti, è opportuno farlo valutare.
Anche la comparsa di un gonfiore o di un nodulo nella zona ascellare può richiedere un approfondimento.
Conoscersi non significa diagnosticarsi
Osservare il proprio seno non serve a sostituire mammografia, ecografia o visita senologica e non significa trasformare ogni piccolo cambiamento in motivo di preoccupazione.
Significa piuttosto conoscere ciò che per il proprio corpo è normale, in modo da riconoscere più facilmente una variazione nuova.
La mammografia può individuare lesioni prima ancora che siano percepibili al tatto ed è proprio per questo che rimane fondamentale nei programmi di screening. Allo stesso tempo, un esame recente con esito negativo non è un motivo per ignorare una modificazione comparsa successivamente. Il Ministero della Salute raccomanda infatti di rivolgersi al proprio medico quando, tra due controlli, si osservano noduli, retrazioni, cambiamenti della pelle o sanguinamento dal capezzolo.
La regola, quindi, non è cercare ossessivamente un nodulo. Piuttosto se qualcosa nel seno cambia e quel cambiamento persiste, vale la pena parlarne con il medico.








